2024-02-07
La musicoterapia, o MT, è una pratica che fa uso della musica per migliorare lo stress, l’umore e la salute mentale complessiva di un individuo. La MT è anche riconosciuta come un approccio basato su prove, che utilizza la musica come catalizzatore per ormoni “felici” come l’ossitocina.
Tuttavia, il mondo della musica offre una vasta gamma di generi musicali diversi.
Il dataset preso in considerazione per questa analisi mira a identificare se vi siano correlazioni tra il gusto musicale di un individuo, con annesse le sue abitudini di ascolto, e la sua autodichiarata salute mentale.
Idealmente, i risultati di questo studio potrebbero contribuire a un’applicazione più informata della musicoterapia o semplicemente fornire interessanti prospettive sulla mente.
Come anticipato, il dataset è composto da tre blocchi principali:
In questa prima parte di analisi si andranno a studiare gli intervistati e le loro abitudini in ambito musicale.
In dettaglio verrà analizzata:
Dal grafico si può notare che la maggior parte delle persone intervistate hanno un’età compresa tra i 18 e i 28 anni. La media d’età è di 25 anni, con gli intervistati più giovani che hanno un’età pari a 10 e il più anziano che ha 80 anni.
Durante il corso dell’indagine, si analizzeranno diversi aspetti categorizzando gli utenti in base alle seguenti fasce d’età:
La fascia d’età che ascolta più musica è quella compresa tra i 10 e i 18 anni, seguita dai giovani di età compresa tra i 19 e i 25 anni.
Questo potrebbe essere attribuito al fatto che i giovani in queste fasce d’età, oltre ad essere in una fase della vita che gode di maggior tempo libero a disposizione, sono più propensi a utilizzare la musica come mezzo di espressione e connessione sociale.
La riduzione di tempo dedicato all’ascolto di musica nelle fasce di età avanzata potrebbe essere attribuita a responsabilità crescenti legate alla carriera, alla famiglia o ad altri impegni, che potrebbero limitare il tempo disponibile per attività “svago” come l’ascolto di musica.
Analizzando i grafici di dispersione sull’ascolto musicale, emergono interessanti tendenze nei generi preferiti tra le diverse fasce d’età.
Il rock si conferma come il genere preferito in generale, evidenziando una sua presenza costante tra le preferenze trasversali e, assieme all’EDM, rappresenta il genere che viene prediletto da chi ascolta musica per più di 15 ore al giorno.
Le fasce d’età più giovani dimostrano un’apertura verso generi più contemporanei e dinamici come rap, latin, lofi, kpop ed EDM. D’altra parte, gli adulti sopra i 50 anni mostrano un interesse particolare nel gospel, un genere noto per la sua profondità emotiva e la connessione spirituale.
Il colore dei dati all’interno dei grafici rappresenta il BPM medio dello specifico genere. Le tonalità più vicine al blu denotano un BPM minore, al contrario di quelle che virano verso il rosso, che rappresentano generi dal BPM più elevato.
Il lofi, con un range di 60-90 BPM, e il metal, caratterizzato da 200-300 BPM, emergono come i generi musicali con il minimo e il massimo BPM, rispettivamente, tra tutti quelli analizzati.
Il 77% delle persone coinvolte preferisce ascoltare musica durante lo studio o il lavoro, mentre il restante 23% delle persone opta per uno studio/lavoro senza musica.
I dati quindi fanno emergere una chiara inclinazione da parte delle persone verso l’integrazione della musica nelle attività quotidiane. La musica, in molti casi, può agire come uno stimolo positivo, migliorando il morale, alleviando lo stress e contribuendo a un’esperienza più gradevole durante le attività.
Alcune persone tuttavia potrebbero trovare difficile concentrarsi con la presenza di musica, preferendo un ambiente più silenzioso per massimizzare la produttività.
(Questo è un dato del quale tener conto per un eventuale uso della musicoterapia su determinati individui il cui lavoro occupa una porzione consistente della giornata)
Il 55% delle persone coinvolte ha scelto di ascoltare regolarmente musica con testi in una lingua in cui non sono fluenti. Questo potrebbe essere attribuito al desiderio di esplorare e familiarizzare con nuove lingue o potrebbe riflettere una preferenza per la melodia e l’atmosfera sonora rispetto alla comprensione letterale dei testi.
Mentre il restante 45% degli intervistati preferisce ascoltare musica con eventuali testi esclusivamente nella loro lingua madre. Questa scelta potrebbe derivare da una maggiore attenzione alla comprensione e all’apprezzamento del significato delle parole, cercando una connessione più personale con la musica.
Intorno al 70% delle persone coinvolte dimostra un atteggiamento attivo nell’esplorare nuovi artisti e generi musicali.
Al fine di ottenere conclusioni più accurate e dettagliate, è stata esaminata la percentuale di partecipazione al voto in ciascuna fascia d’età, analizzando quanti individui hanno scelto di esprimere il loro voto per una delle due classi.
Nel grafico si può notare che sia la fascia 19-25 che quella 26-50 sono presenti in ugual proporzione in entrambe le categorie.
Si nota invece un inversione di trend nelle fasce di età “limite”, quindi negli adulti over 50, che tendono a preferire generi musicali a loro familiari, e nei giovani al di sotto dei 18 anni, che invece dimostrano di essere i più propensi all’esplorazione del “nuovo”.
L’atteggiamento differenziato tra giovani e anziani nell’esplorare attivamente nuovi artisti e generi musicali può essere influenzato da diversi fattori:
Questa prima analisi può fornire spunti interessanti per un utilizzo più informato e, quindi, più efficace della musicoterapia. Abbiamo visto che a fasce d’età diverse corrispondono abitudini in ambito musicale differenti.
In questa sezione si andranno ad analizzare i generi prefertiti e quelli più ascoltati dalle persone sulla base di alcune caratteristiche.
Verrà studiato il genere musicale prediletto tra coloro che praticano la musica suonando uno strumento o componendo, con l’obiettivo di scrutare eventuali variazioni nelle preferenze rispetto a chi non si identifica in queste categorie.
Saranno oggetto di indagine, infine, i generi musicali più ascoltati, delineati in base alle fasce d’età dei partecipanti.
Dai due grafici si evince che il Rock è, ancora una volta, il genere preferito di entrambe le categorie. Viene quasi immediato notare che i musicisti prediligano generi come il Metal e la Classica, mentre i non musicisti siano attratti maggiormente dal Pop.
La proporzione maggiore di preferenza dei musicisti verso generi come il Metal, la musica classica e il jazz, potrebbe essere motivata dalla complessità e dalla ricchezza artistica di questi stili musicali.
L’orientamento dei non musicisti verso generi più accessibili e popolari, come il Pop, l’Hip Hop, l’R&B e l’EDM potrebbe riflettere la ricerca di un’esperienza musicale più leggera, influenzata dalla presenza predominante di questi stili nei media di massa e nelle piattaforme di streaming, rendendoli facilmente accessibili e diffusi nella cultura popolare.
Anche in questo caso il colore di ogni sezione si riferisce al BPM medio del genere a cui essa fa riferimento.
Lo studio è stato replicato considerando anche la capacità degli intervistati di comporre musica. I risultati di questa indagine sono in linea con lo studio precedente condotto su coloro che suonano uno strumento, confermando una coerenza nei dati raccolti in entrambe le indagini.
Anche qui vi è una predominanza del Rock in entrambi gli scenari e anche qui coloro che praticano la musica tendono a preferire maggiormente generi dalle strutture musicali complesse e ricche di sfumature, mentre coloro che non compongono musica continuano a prediligere generi piu mainstream e popolari.
Come emerge chiaramente dalle indagini precedenti, confermiamo ancora una volta che il genere Rock occupa la posizione di primo piano tra i generi più ascoltati in tre delle quattro fasce d’età considerate.
La sola eccezione a questa tendenza è rappresentata dalla fascia più giovane, la cui scelta predominante risulta essere il genere pop.
Va notato anche che, nella fascia di età dei 51-80, la musica classica emerge come il secondo genere più ascoltato.
Integrando queste informazioni a quelle ottenute durante la prima analisi del dataset, la musicoterapia può essere modellata in modo da rispettare le preferenze musicali e le caratteristiche individuali di ogni singolo individuo, creando un ambiente terapeutico inclusivo che si adatta alle caratteristiche specifiche di ciascun partecipante.
In quest’ultima parte dell’indagine verranno studiate quattro delle condizioni psicologiche più frequentemente sperimentate dalle persone:
Dopo un breve quadro generale che va ad analizzare il grado in cui i partecipanti sperimentano queste condizioni, verranno confrontate le diverse patologie con le abitudini musicali degli intervistati, per trovare eventuali correlazioni tra il genere musicale preferito di un individuo e la salute mentale.
Verra quindi misurato l’effetto dato dall’ascolto della musica sul loro stato di salute mentale in base ai dati.
Il disturbo ossessivo-compulsivo (OCD), seguito dall’insonnia, è sperimentato con minore frequenza rispetto ad altre condizioni psicologiche.
Al contrario, l’ansia raggiunge un picco significativo con un livello di sperimentazione del disturbo pari a 7 su una scala da 1 a 10, posizionandosi come la patologia che assume una gravità maggiore tra i pazienti.
La depressione, pur presentando anch’essa un grado di sperimentazione del disturbo che si aggira intorno al 7, coinvolge un numero inferiore di pazienti nella forma grave rispetto all’ansia.
Basandoci su questi dati, emergono interessanti tendenze nelle esperienze legate alla salute mentale in diverse fasce d’età.
L’ansia è più grave nei giovani di età compresa tra 19 e 25 anni. Questo potrebbe essere attribuito a pressioni legate agli studi, alla carriera e alle aspettative sociali che spesso caratterizzano questo periodo della vita. La presenza dell’ansia anche nella fascia 26-50 anni e 10-18 anni potrebbe essere associata, nel primo caso, a responsabilità legate alla carriera e alla famiglia e, nel secondo caso, a sfide legate all’adolescenza come la scuola, le amicizie e la formazione di una propria identità.
La similitudine, e la gravità, nei livelli di sperimentazione della depressione tra le fasce 19-25 e 26-50 anni potrebbe indicare una difficoltà di gestione delle sfide psicologiche durante la transizione all’età adulta e dello stress che ne consegue.
I livelli più elevati di insonnia tra i 26 e i 50 anni possono essere attribuiti a preoccupazioni legate al lavoro, alla famiglia e alle pressioni quotidiane che caratterizzano questa fase della vita. Nei giovani di età 10-18 anni questo fenomeno potrebbe essere collegato a cambiamenti fisici, impegni scolastici o, più banalmente, all’utilizzo smodato degli apparecchi elettronici fino a tarda ora.
La presenza di OCD più grave (seppur presentando livelli moderatamente alti) tra i giovani di età inferiore ai 25 anni potrebbe essere legata alle pressioni scolastiche/accademiche e alle complesse dinamiche sociali che caratterizzano questa fase della vita.
Interessante è notare come la fascia di età 50-80 anni abbia livelli di gravità nettamente inferiori alle altre fasce di età per ognuna delle patologie analizzate.
Questo fenomeno può essere dato dalla combinazione di maggiore esperienza di vita acquisita, che permette di avere una prospettiva diversa rispetto ai problemi psicologici.
In linea con l’andamento illustrato nel grafico che mostra la distribuzione delle diverse condizioni psicologiche, emerge chiaramente come l’ansia prevalga in quantità maggiore rispetto alle altre patologie in tutte le fasce d’età considerate (seppur, negli anziani, con un livello di gravità esiguo).
Nonostante ogni patologia mostri una correlazione diretta tra la gravità della condizione e un leggero aumento delle ore dedicate all’ascolto di musica, è la depressione ad evidenziare in modo più pronunciato questo fenomeno.
Tale incremento infatti, nel terzo grafico, risulta particolarmente visibile e concorda anche con la posizione degli outlier per ogni livello di gravità.
L’unico dato che sfugge al trend è rappresentato dal livello di OCD estremamente grave, il quale sembra correlato ad una diminuzione delle ore dedicate all’ascolto di musica.
È plausibile che questo fenomeno sia attribuibile alla scarsa presenza di individui con livelli così gravi di OCD nel dataset, rendendo il campione statisticamente non significativo.
Questa ipotesi trova ulteriore supporto nel fatto che gli altri livelli di gravità di OCD seguono coerentemente il trend generale.
A prescindere dal tipo di patologia di cui soffrono, il genere musicale che rimane costantemente preferito dagli intervistati è ancora una volta il Rock (durante l’interpretazione dei dati verrà quindi dato per assodato).
Analizzando le preferenze musicali in relazione alla gravità dell’ansia, vediamo come il pop e la musica classica siano preferiti dalla fascia 10-18 anni, mentre il pop e il metal emergono come scelte comuni nelle fasce di età intermedie.
Le preferenze musicali degli under 18 che soffrono di depressione vedono la sostituzione del genere pop con un ascolto maggioritario di hip hop e metal.
Le fasce intermedie non hanno subito cambiamenti consistenti sui generi prediletti, se non un lieve aumento della musica classica per l’età compresa tra i 26 e i 50 anni.
Risulta affascinante notare che, sia nella fascia di età over 50 che negli under 18 affetti da insonnia grave, si evidenzi una predominanza di generi musicali equiparabile al livello di popolarità del rock. Nella prima categoria, si tratta del gospel, mentre nella seconda, del metal.
Infine, tra i pochi individui affetti da OCD grave, le preferenze per il rock e il pop rimangono costanti.
In modo equiparabile al metal nella fascia 10-18, si osserva un aumento dell’apprezzamento per il genere EDM.
Nella fascia 19-25, il terzo genere più apprezzato risulta essere la video game music.
Come ultimo argomento di studio, è stato approfondito l’impatto dichiarato della musica da parte dei pazienti,
concentrandosi sulla loro percezione soggettiva dell’efficacia della musica sulle condizioni di salute mentale.
Oltre il 70% dei soggetti riferisce un miglioramento della propria condizione mentale grazie all’ascolto della musica.
Coloro che presentano livelli di patologie inferiori a 7 che dichiarano di non percepire particolari effetti potrebbero già sperimentare un benessere sufficiente, riducendo la percezione dell’impatto della musica.
Le persone con livelli di patologie superiori a 7 che dichiarano un peggioramento delle proprie condizioni psicologiche potrebbero essere influenzate dalla diversità nelle preferenze musicali, nei meccanismi di coping (strategie/processi che un individuo utilizza per gestire lo stress) e nella risposta emotiva alla musica.
I soggetti che riportano di essere affetti da ansia sono gli unici ad avere una correlazione positiva tra effetto benefico della musica e livelli alti di ansia.
Con l’aumentare della gravità delle altre patologie, quali la depressione, l’insonnia e l’OCD, diminuisce l’effetto benefico della musica.
Questo fenomeno potrebbe risiedere nella complessità e nella gravità delle condizioni stesse. Con l’aggravarsi di queste patologie, potrebbe diventare più difficile ottenere un sollievo significativo attraverso la sola musica.
La musicoterapia potrebbe dimostrarsi un valido strumento per migliorare le condizioni psicologiche nei pazienti di età compresa tra i 10 e i 18 anni, con un tasso di efficacia superiore al 75%.
Tuttavia, tra i 26 e i 50 anni, sebbene mostri un’efficacia superiore al 60%, sembra essere la fascia d’età in cui la musicoterapia riporta meno benefici.
Sebbene il rock sia il genere musicale prediletto in tutte le fasce generazionali, indipendentemente dalle condizioni di salute mentale, i dati indicano che un ascolto frequente di questo genere è correlato a un aumento di ansia, depressione e insonnia, rendendolo non particolarmente adatto ad una terapia assieme a generi come il pop e il rap.
In contrasto, emerge che il genere metal si configura come una scelta efficace per affrontare l’OCD, a condizione che tale disturbo non sia associato a depressione o insonnia.
Il country si rivela benefico nel trattamento dell’insonnia assieme alla musica gospel che dimostra, inoltre, di avere un impatto positivo, contribuendo a ridurre i livelli di depressione sperimentata dagli individui.
Dai dati emersi dalle ultime analisi, si possono fare interessanti osservazioni riguardo all’efficacia della musicoterapia.